7 studi sulla procrastinazione che ti scioccheranno

Pensi di conoscere tutto quel che c’è da sapere sulla procrastinazione? Vediamo cosa dicono gli scienziati…

“In men che non si dica, ‘non adesso’ diventa ‘mai’”

Martin Lutero (teologo tedesco)

Un po’ tutti di tanto in tanto abbiamo la famosa tendenza di “rimandare a domani”. Sebbene sia una pratica conosciuta nel suo complesso, ti sarà utile leggere di studi scientifici condotti da esperti ricercatori, che hanno colto sfumature e particolari interessanti sulla questione. Magari ti servirà a capire qualcosa in più sul perché e come sia così facile cadere nella trappola della procrastinazione.

 

1-La tendenza a procrastinare può manifestarsi nell’infanzia

Uno studio condotto a Stanford nel 1960 e 1970 ha elaborato un test in cui erano coinvolti dei bambini. Veniva offerto loro un dolcetto e gli si poneva la condizione che se avessero resistito qualche minuto prima di mangiarlo, alla fine ne avrebbero ricevuti due. Ebbene, un terzo dei bambini sottoposti al test non resisteva alla tentazione e mangiava subito il dolce. Questo studio ha continuato a seguire questi bambini nelle principali attività dell’età adulta.

La maggior parte di coloro che aveva saputo aspettare prima di mangiare la leccornia, avevano poi frequentato il college ed erano stati in grado di trovarsi un lavoro e costruirsi una famiglia propria. Coloro invece che avevano subito preso il dolce avevano manifestato negli anni difficoltà di concentrazione, problemi di autocontrollo e disagi nei rapporti con gli altri in relazione alla durata di un legame. Questo perché legata alla procrastinazione, c’è la tendenza a soddisfare quei desideri che danno un piacere immediato. Chiariamo meglio questo aspetto nel punto 2.

2-Scegliamo la via più semplice

Durante un recente studio, ai partecipanti è stato chiesto di scegliere tra una vasta gamma di film due pellicole da vedere una dietro l’altra.  Forse stai pensando che tra un colossal con 10 premi Oscar e una commediola spiritosa, la tua monetina sarebbe sicuramente caduta sul film importante. Beh, fossi in te non ne sarei così sicuro! Questi studi hanno dimostrato il contrario. Le trame comiche e spensierate sono state scelte quasi da tutti come primo film da vedere. Questo perché le storie serie o drammatiche richiedono concentrazione e sforzo da parte dello spettatore e per tale ragione vengono rimandati a dopo. La tendenza evidenziata è quella che nel determinare le nostre azioni, miriamo primariamente a scegliere ciò che ci fornisce una gratificazione immediata. Poi, e solo poi, inseriamo gli impegni che richiedono più fatica, anche se si tratta di cose importanti. Seppur queste inclinazioni possono rivelarsi innocue in molti casi, il procrastinatore è quello che sceglie tale criterio come stile di vita, senza fare una distinzione tra le priorità oggettive.

3-Al liceo più che all’università

In uno studio tenuto nel 2011 presso la “Cumhuriyet University” in Turchia, i ricercatori si sono impegnati a determinare chi tendenzialmente era più soggetto a procrastinare tra gli studenti dei vari livelli di studio. Nonostante in età scolastica fossero tutti potenzialmente inclini alla procrastinazione, i più propensi in assoluto sono risultati gli allievi che frequentavano le scuole superiori. Questo si verificava in maggior misura in prossimità di interrogazioni o esami, momento in cui era invece necessario l’adempimento dei propri compiti.

4-Chi ci circonda può aiutarci o danneggiarci

Poter contare su qualcuno che alleggerisce i nostri pesi può risultare, in casi normali, non solo piacevole ma anche terapeutico. Ci sono casi tuttavia in cui aiuti esterni costituiscono un’aggravante della cattiva abitudine a procrastinare. Da uno studio pubblicato all’inizio del 2011 è stato riscontrato che chi si “cullava” del supporto di un altro quando doveva adempiere le proprie responsabilità aveva una maggiore tendenza a rimandare o esimersi da compiti a lui affidati. Questo può accadere ad esempio quando un genitore tende ad esser tollerante nei confronti delle inadempienze del figlio.

Se un ragazzo non studia in vista di un esame o lo fa male e poco tempo prima di presentarsi agli esaminatori, e i familiari reagiscono con noncuranza a tale comportamento o addirittura lo giustificano e scusano, egli si sentirà costantemente in un’area di comfort e non avrà la minima intenzione di cambiare atteggiamento. Stesso vale per chi viene “sostituito” in un lavoro da fare, per non incorrere in conseguenze spiacevoli.

Mamma, tuo figlio non ha eseguito volontariamente gli esercizi di matematica e tu li hai fatti al suo posto per evitare che prenda un brutto voto? Sappi che stai sabotando quel che questo ragazzo potrebbe essere domani. La mamma chioccia è chiaramente solo un esempio emblematico; spesso si ha questo atteggiamento anche e soprattutto nei confronti degli amici.

5-Procrastinare può essere legato ai problemi di autostima

I ricercatori della “DePaul University di Chicago” credono che la procrastinazione ed i livelli di autostima possono essere fattori legati l’uno all’altro. I loro studi al riguardo hanno rilevato che chi non gode di una buona dose di autostima e tende ad assumere un comportamento autolesionista può facilmente adottare la procrastinazione come stile di vita. La mancanza di fiducia in se stessi può favorire talvolta la scelta di situazioni che rendono difficoltosa la possibilità di soddisfare obiettivi a lungo termine. Questo studio inoltre, ha evidenziato che la procrastinazione può non solo essere una pratica di difficile gestione, ma di poterlo diventare ancora di più nel momento in cui ci si ritrova di fronte a persone che non riconoscono di avere il problema o ne sottovalutano le conseguenze.

6-Uomini e donne procrastinano in maniera diversa

Recentemente è stato indetto un sondaggio online atto a stabilire atteggiamenti comuni in relazione alla  procrastinazione. I risultati hanno messo in risalto il fatto che per quanto riguarda la tendenza al procrastinare esistono alcune sostanziali differenze tra i due sessi contrapposti. Secondo le percentuali, in generale, gli uomini procrastinano molto di più rispetto alle donne. Le donne sono invece più propense a procrastinare principalmente su questioni che riguardano la salute.

Questo accadrebbe perché hanno nella maggioranza dei casi una scarsa tolleranza della frustrazione e perché sono tendenzialmente portate al perfezionismo. Il sondaggio ha posto all’attenzione dei ricercatori anche dei particolari relativi all’età. Sembra infatti che i soggetti dai 25 anni in su siano più inclini a procrastinare rispetto a quelli appartenenti alle fasce di età inferiore, questo ad eccezione dei studenti ;P

 

7-Procrastinare nuoce alla salute

Può sembrare uno di quei messaggi stampati sui pacchetti delle sigarette, ma in effetti la procrastinazione, per certi versi, può essere definita un vero e proprio vizio, da cui è difficile liberarsi e che causa seri danni al nostro stato di salute. Secondo un recente studio riportato sul “Journal of Clinical and Experimental Neuropsychology” è emerso che coloro che hanno l’abitudine di procrastinare, scatenano una serie di meccanismi che peggiorano la qualità della vita.

Le conseguenze sono legate a fattori come cattiva organizzazione, cattiva gestione del tempo, scarso rendimento, mancanza di autocontrollo, distraibilità, uso ridotto delle competenze cognitive e incapacità di persistenza in un incarico. Questi fattori nel lungo termine possono causare nel soggetto diversi disturbi psicosomatici quali stress, ansia e depressione per quanto riguarda la sfera emotiva, e abbassamento delle difese immunitarie, problemi gastro-intestinali ed emicranie per ciò che tocca le attività fisiologiche dell’organismo.

 

Hai imparato qualcosa di nuovo? Sono sicuro di sì. Spero questi studi ti abbiano sensibilizzato sulle conseguenze che la procrastinazione può comportare, e se sei un soggetto affetto da questa “malattia” ti abbiano donato forza e determinazione per liberartene!

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