3 modi super-efficaci per migliorare le relazioni con gli altri – la prima non lo fa nessuno!

Come te la cavi nei rapporti con gli altri? Hai difficoltà nell’istaurare rapporti di amicizia? Ti ritieni una persona convincente? Ecco qualche consiglio per dare il meglio di te attraverso la comunicazione.

Le amicizie non si scelgono per caso, ma secondo le passioni che ci dominano.

Alberto Movaria

In questo articolo parleremo per lo più di come farsi degli amici e come diventare persone convincenti in relazione agli altri. Magari penserai che non sia giusto adottare strategie da utilizzare con la gente per ottenere qualcosa da loro, che questo potrebbe esser definito “manipolazione” e che è una cosa disonesta.

Ti tranquillizzo subito chiarendo che ciò che troverai scritto di sotto non ha nulla a che fare né con la strategia né con la manipolazione. Chi vuole degli amici o migliorare le proprie capacità di comunicazione deve operare dei cambiamenti in se stesso, non nelle altre persone, e deve lavorare molto sull’atteggiamento, che più spesso di quanto si pensi, determina i nostri successi o fallimenti nei rapporti con gli altri.

Compreso questo, analizzeremo 3 modi in cui puoi migliorare il tuo modo di comunicare e quindi di rapportarti al resto del mondo.

1-Fai sentire gli altri importanti

Purtroppo viviamo nell’era del “prima io”, dove l’individualismo dilaga e ci porta ad agire per lo più in modo egoistico senza dare importanza alle esigenze altrui, ai loro bisogni e ai loro desideri. Questo aspetto invece è fondamentale qualora tu voglia essere “qualcuno che conta”. E non sto parlando di prestigio e posizione sociale, ma di valore intrinseco di una persona.

Ti racconto una storiella: In due camere uguali e vicine stavano rispettivamente 10 uomini seduti attorno ad un tavolo rotondo con i piatti pieni davanti a loro. Nella prima camera però, gli uomini erano tristi, smagriti, e nessuno toccava cibo. Nell’altra invece erano tutti sorridenti, nutriti, e mangiavano spensieratamente.

 “Qual era il problema?”

Ebbene, tutti e 20 gli uomini avevano a disposizione dei cucchiai, ma si trattava di posate dal manico talmente lungo da rendere impossibile l’operazione di portarsi il cibo alla bocca. Nella prima stanza nessuno riusciva a mangiare col proprio cucchiaio e stavano tutti senza cibo; nella seconda invece, l’uno imboccava il commensale che aveva di fronte, e viceversa, così tutti riuscivano a mangiare.

Morale della favola? Quello che fai, in qualche modo ti torna indietro. Quando dai importanza a qualcuno, lui ne darà a te.

Il sentirsi apprezzati è un bisogno primario per tutti noi. Quando apprezzi qualcuno per le sue capacità o per qualcosa che ha fatto e glielo dici, soddisfi questo suo bisogno, e lui si sentirà grato. Il suo cervello registrerà che lo fai stare bene e proverà il desiderio di avvicinarsi a te.

Cosa dovrei fare esattamente?

Semplice! Fai agli altri dei complimenti. Per complimenti intendo lodi sincere. Lodare non è adulare. La gente percepisce quando menti e se fai solo il lecchino, ti odieranno tutti. Parlo di situazioni che meritano attenzione.

Il tuo collega ha fatto bene un lavoro? Diglielo. La ragazza della porta accanto ha un bel vestito o degli occhi meravigliosi? Diglielo. Difficilmente quando facciamo un complimento a qualcuno, non otteniamo una reazione positiva. In risposta arriverà quasi sempre almeno un sorriso. Spesse volte poi il complimento sarà ricambiato:

Hai proprio un bel vestito” dici tu.  “Grazie, sei gentile” dice lei.

E se anche non fosse nell’immediato, il tuo complimento o lode, rappresenta comunque “un seme”, da cui potrai raccogliere in seguito qualcosa di bello. Un’amicizia? Un amore? Un rapporto amichevole? Andrà bene in ogni caso.

Potrebbe trattarsi anche del caso in cui una persona ti chiede qualcosa e tu sottolinei che “ha fatto una domanda intelligente”. Il punto è che anziché “sentirti importante” devi lavorare sugli altri.

Come parlerà in giro di te una persona a cui hai dato importanza? Benissimo! Se le persone sono tante e le voci su di te saranno per lo più positive… Automaticamente sarai una persona importante. Quelli che tu hai fatto “grandi”, faranno grande te. =)

 

2-Non criticare

Forse pensi che il tuo collega ha fatto un pasticcio, o che non fa le cose come dovrebbe, che potrebbe fare meglio e probabilmente anche che tu le fai meglio. Tutto questo potrebbe corrispondere al vero. Ma chiediti: è realmente così o è solo il mio punto di vista? Il tuo collega/amico fa le cose male o le fa male secondo te? E ammettendo che si tratta davvero di un mezzo disastro, che vantaggio trai tu dal fargli notare i suoi mille errori?

Ognuno di noi fa degli errori. Siamo creature imperfette e sbagliamo continuamente in modo più o meno volontario. Pensi di poter passare la vita a puntare il dito su ogni cosa che non va negli altri? Di sicuro sei libero di farlo, ma in casi del genere è altrettanto sicuro che la gente ti eviterà come la peste.

Nel punto 1 abbiamo detto che siamo attratti dalle persone che ci fanno sentire importanti. Di conseguenza chi ci fa sentire “sbagliati” o inadeguati non è una persona di cui ci sentiremo spinti a ricercare la compagnia.

Criticare o sminuire il lavoro degli altri probabilmente gonfierà il tuo ego, almeno in quel momento (perché ti glorierai del fatto che tu sei più bravo), ma poi? Colui sul quale ti sei innalzato non avrà una bella sensazione ogni volta che ti vedrà. Potrebbe provare antipatia, ostilità e addirittura odio. Se hai questo atteggiamento con tutti, l’alone intorno a te non sarà per niente positivo.

Domanda: cosa diranno gli altri quando si ritroveranno a parlare di te?

Appellativi come “presuntuoso”, “spaccone”,ipercritico” o “indelicato” non dipingeranno un bel quadro della tua persona. Una cattiva pubblicità terrà la gente lontana da te e le tue possibilità di stringere delle amicizie significative saranno decisamente scarse. E la tua capacità di comunicare? Beh, se ogni volta che apri la bocca fai crollare un palazzo, quanti punti pensi di prendere???

Cerca di tenere a mente che quello che per te non va bene, non è necessariamente una cosa sbagliata o fatta male. A volte è solo “diversa” da ciò che avresti fatto tu. Cerca di capire i motivi che stanno dietro azioni e comportamenti di una determinata persona.

Sono pochi quelli realmente in grado di accettare e apprezzare punti di vista e metodi diversi dai propri. Qualora ci riuscissi… puoi ritenerti un mezzo fenomeno!

 

3-Chiedi aiuto puntando sui benefici

In generale, quando si tratta di spingere qualcuno a fare qualcosa, commettiamo tutti lo stesso errore: proponiamo all’interlocutore delle azioni da compiere spiegando quali vantaggi ne trarremo noi. Sebbene le ragioni possano essere valide, difficilmente otterremo dei risultati positivi.

Per esempio: supponi che hai un collega/amico poco motivato e ti ritrovi spesso a coprire buchi che lui lascia aperti. Immagina che il vostro lavoro dovrebbe esser diviso 50 e 50, invece il suo comportamento vi porta a livelli di responsabilità nettamente sbilanciati. Il tuo obiettivo a questo punto è convincerlo a impegnarsi di più. Cosa puoi dire?

Opzione numero 1: “se fai di più, io mi risparmierò di fare il lavoro che tocca a te”.

Opzione numero 2:“quando il capo verrà a sapere che abbiamo fatto 50 e 50, vedrai che soddisfazione ne avrai”.

Quale scegli? Ti dico con franchezza che la prima opzione è quella che adotterebbe la maggior parte delle persone, è la più naturale e istintiva. La seconda però, è quella che ti potrebbe fare avere un risultato, è la motivazione più convincente.

Questo perché nel primo caso hai puntato sui vantaggi che trai tu, nel secondo invece hai puntato sui vantaggi che trae lui. E il suo vantaggio è ciò che con molta probabilità lo spingerà all’azione. Se è lui a guadagnarci, ti darà ascolto, si lascerà convincere. 😉

Questo punto trova particolare applicazione in ambito lavorativo. In questo frangente, oltre che di rapporti, stiamo parlando di affari. Nemmeno in casi del genere si incoraggia la manipolazione e l’inganno, ma è vero anche che nel libero mercato bisogna avere arte di persuasione se si vogliono incrementare le vendite.

Qualora dovessi vendere un aspirapolvere, ti sogneresti mai di dire al cliente “compralo, così mi becco la provvigione?”. Te ne andresti da quella casa a calci nel sedere. E’ vero che se lo vendi tu guadagni, ma l’errore è ancora una volta quello di parlare dei tuoi vantaggi. Se vuoi davvero vendere il tuo elettrodomestico devi dire alla persona cosa ci guadagnerà in termini di tempo, fatica e pulizia del suo appartamento, che nello specifico caso saranno i suoi vantaggi.

Punta sui suoi benefici e sui suoi interessi; sarà quello che più di ogni altra cosa influenzerà le sue scelte. Insomma, sarai in qualche modo in grado di convincere senza tante polemiche da parte dell’interlucotore.

Se imparerai a comunicare seguendo questi principi, l’influenza che hai sugli altri si rivelerà probabilmente positiva, lascerai una bella impronta in chi avrà a che fare con te e userai al meglio le tue potenzialità.

E tu? Hai difficoltà nei rapporti con gli altri? Scrivi nei commenti quali modi di fare riportati sopra pensi già di avere e in quali sei carente.

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