Leadership: 8 modi per guadagnare la fiducia degli altri

Vuoi essere un leader? In tal caso hai bisogno di ottenere la fiducia degli altri. Come puoi farlo? Vediamo…

Mi odino pure, purché mi temano

Cicerone.

Sei di questo avviso anche tu? Credi che chi detiene il potere debba in qualche modo imporlo? Ebbene, ti smonto dicendoti che tutti i grandi leader (rimasti grandi dall’inizio alla fine) non hanno conquistato il cuore delle folle con la tirannia, piuttosto guadagnandosi il loro rispetto.

Pensa ai dittatori. Di comandare hanno comandato, ma la maggior parte delle volte sono morti ammazzati. E improvvisamente -chissà come mai- nessuno li amava più. Non esiste rispetto senza fiducia, e perché gli altri la nutrano in te, non basta star seduti sul “trono”.

Trovi di seguito 8 suggerimenti che ti risulteranno utili in questo percorso di conquista. Del potere? Innanzitutto della stima, degli altri. Il potere poi, se deve arrivare, arriva. Ecco cosa fare e cosa non fare…

 

1- Un leader, non da mai ordini diretti

Se sei il capo o il leader di un gruppo magari ti risulta spontaneo organizzare il lavoro, dando ordini. In questi termini però minerai in qualche modo la stima che gli altri hanno di te, o comunque non opererai perché possa aumentare. Quando dai un ordine a qualcuno lo metti nelle condizioni di sentirsi “inferiore” o addirittura insignificante, in quanto sei tu a gestire la sua persona. Questo potrebbe generare in lui del risentimento nei tuoi confronti e farlo agire mosso da sensazioni negative.

Invece di dire “fai questo” o “fai quello”, perché non usi espressioni tipo “che ne pensi di fare così?” oppure “avevo pensato a questo. La trovi una buona idea?”. In questo modo, la persona si sentirà partecipe della decisione presa e non la vivrà come se l’avesse subita. Se dai ordini in modo che non sembrino tali, e non intaccherai l’orgoglio di chi deve lavorare per te, egli ti sarà grato e farà di tutto per soddisfare le tue aspettative.

 

2- Un leader,  non  umilia mai nessuno

Ti è mai capitato di essere rimproverato davanti ad altre persone? Ti hanno mai sganciato un ceffone a pieno viso in presenza di altra gente? Il senso di mortificazione e di umiliazione possono essere cocenti. Se critichi qualcuno davanti agli altri, oltre ad aver creato delle  ferite emotive, ti sarai guadagnato un nemico. Per quanto dipende da te, cerca invece di non ferire l’orgoglio di nessuno.

Qualora avessi qualcosa di spiacevole da dire (ad esempio comunicare un licenziamento) non farlo davanti a tutti; contatta la persona privatamente. In questo modo gli altri non avranno modo di capire come stanno realmente le cose, potrebbero addirittura pensare che il tipo lasci il lavoro per sua libera scelta. Di qualunque cattiva notizia o semplicemente critica stiamo parlando, sforzati di non mettere in imbarazzo il soggetto in questione. In risposta a un atteggiamento del genere avrai probabilmente il rispetto degli altri e la loro voglia di non deluderti più.

 

3-Un leader, è sa affrontare le difficoltà con ottimismo

La nostra mente ha il potere di farci credere ciò che vogliamo, a prescindere da quando questo si adatti alla realtà delle cose. Quando vuoi intraprendere una nuova strada e pensi in partenza che fallirai, hai poche probabilità di riuscire nell’intento, ma se sei convinto di farcela, le tue possibilità di farcela schizzano vertiginosamente verso l’alto. Quando sei un leader devi avere la capacità di trasmettere fiducia nei tuoi sottoposti, motivarli e presentare le eventuali difficoltà da affrontare come ostacoli facilmente superabili.

Qualche anno fa assistei a una scena che mi rimase impressa. Stavo al mare. Un padre si trovava in acqua con i suoi due bambini. Eravamo in una riserva naturale e sul mare calavano a picco delle spettacolari rocce. I bambini (un maschio e una femmina di circa 6/7 anni) chiesero al padre di volersi arrampicare lungo la roccia per potersi poi tuffare in mare. Lui acconsentì e cominciò a guardare suo figlio mentre saliva. Intanto gli diceva come fare e il bambino procedeva. Cominciai a sentire attorno a me i mormorii dei bagnanti… “ma che padre incosciente, il piccolo può farsi male, dovrebbe impedirglielo”. Io invece mi godevo la scena. Ogni tanto il bambino esitava qualche istante, ma il padre lo incoraggiava “sei bravissimo, stai andando bene, vai!”.

Vuoi sapere com’è andata? Quella creatura si è arrampicata per poco più di un metro, si è tuffato senza farsi male e ha esultato come pochi. Lo stesso ha fatto poi anche la bambina. Dunque? Aver qualcuno che ti inietta positività, che ti da fiducia e ridimensiona le difficoltà che incontri, ti porta “in alto”. Senza contare che dopo aver dato carica, chi riesce nell’impresa… ti adorerà. Quei bambini han riempito il padre di baci e abbracci felici.  I tuoi dipendenti/amici ti ricopriranno di gratitudine e stima.

 

4-Un leader, se devi fare una critica, parte da una lode

La critica generalmente provoca stizza e rabbia. Ci sono momenti però in cui è necessario far presente che è stato commesso un errore o che un lavoro non è stato portato a termine. E allora che si fa? Se dici a qualcuno che ha sbagliato, punto e basta, uscirà dal tuo cospetto più storto che dritto. Un’alternativa potrebbe essere questa: anteponi una lode all’appunto negativo.

Ad esempio “sono soddisfatto del tuo modo di operare, sei efficiente e puntuale, stavolta però non siamo rientrati nei tempi”. In questo modo avrai detto comunque qual era il problema, ma la nota dolente sarà stata “ammortizzata” da quella positiva. Ti ricordi della canzonetta di Mary Poppins? “Basta un poco di zucchero e la pillola va giù”. E’ proprio così! Addolcisci la pillola e sarà tutto più leggero. Per tutti.

 

5-Un leader, di fronte a uno sbaglio, reagisci con eleganza

Il massimo dell’eleganza quando ti scontri in un errore, sta nel mantenere il controllo. Non perdere le staffe, resta contenuto e gentile. Pensi che sia una reazione blanda? Rifletti allora sul fatto che quando fai un pasticcio ti aspetti lo scatenarsi di una catastrofe. Se chi potrebbe causarla invece, tiene a freno le ire, tu rimani spiazzato da un simile atteggiamento e proverai ammirazione per quella persona. Qualora a sbagliare sia un tuo dipendente e tu sei il leader che riesce a padroneggiare le sue emozioni, farai una gran bella figura.

A prescindere da questo, chi ha commesso l’errore sarà punto dal senso di colpa per non aver ricevuto la punizione prevista e si proporrà di non fare mai più uno sbaglio simile. Un’altra reazione magnifica? Il silenzio. Se possibile, non dire nulla di fronte ad un’azione scorretta. Basta un solo sguardo dritto negli occhi. Sarà come un pugno allo stomaco senza aver mosso un dito. Il leader, dopo tutto, è proprio questo: colui che non ha bisogno di alzare la voce perché si faccia ciò che desidera.

 

6-Un leader, ammette per primo i suoi sbagli

Quando qualcuno sa di aver commesso un errore si catapulta automaticamente sul banco degli imputati e teme il giudizio. Sforzati di non trasmettere questo qualora dovessi correggere un errore. Innanzitutto valuta il contesto del soggetto, analizza le circostanze e il suo livello di preparazione. Magari il suo sbaglio deriva solo dall’inesperienza o dalla poca pratica del mestiere. Prima di fargli la critica, parla degli errori che tu hai commesso. Potresti dire: “è successo anche a me tempo fa”, oppure “anch’io commetto molti errori”. Sii umile e umano. Gli vedrai immediatamente tirare un sospiro di sollievo al pensiero di non essere l’unico disastro del pianeta.

Poi digli quello che potrebbe fare per non ricommettere lo stesso errore. Questo approccio basato sulla comprensione e l’empatia è migliore del criticare in modo asciutto, perché quando una persona si sente trattata bene anche dopo aver sbagliato, nutrirà il desiderio di dimostrare che può fare meglio la prossima volta, e sarà esattamente quello che farà. Se ti capita invece di perdere il controllo e sputare un giudizio, tampona subito dopo. Aggiungi le “note in calce”: “in fondo ti capisco, è capitato anche a me”. In questo modo allenterai la tensione e lo spronerai comunque a migliorare.

 

7-Un leader, si esprime con fiducia

Un metodo efficace per migliorare le competenze di qualcuno consiste nel parlargli come se lo avesse già fatto. Molte persone non riescono a mostrare appieno il loro potenziale. Se tu li fai sentire capaci, bravi, grandi, loro avranno quella marcia in più per tirare fuori ciò che di meglio hanno dentro. Magari hanno ancora dei cambiamenti da fare, ma dato che vorranno essere all’altezza di ciò che ti aspetti da loro, s’impegneranno per riuscirci.

Prova con queste formule:

-Ho fiducia in te e nelle tue capacità

-Io credo in te

-Sono sicuro che riuscirai

-Dovessi scommettere su di te, son sicuro che vincerei

I tuoi dipendenti si sentiranno dei supereroi solo per il fatto che tu gli dici che possono esserlo. Infonderai in loro autostima allo stato puro, positività e determinazione. Poi chiaramente, grandi loro… grande tu.

 

8-Un leader, elogia anche il minimo progresso

Forse quel che ti salta maggiormente agli occhi sono i sbagli degli altri, ma un leader deve dare invece la giusta importanza ai anche e soprattutto ai progressi. Se noti il miglioramento di una persona e glielo dici, questa proverà a salire un altro gradino per migliorare un altro po’. Sapendo che i suoi progressi non passeranno inosservati al tuo occhio attento, avrà l’incentivo per attivarsi. La lode funziona meglio della critica perché spinge all’azione. L’appunto positivo, affinché abbia valore, deve tuttavia poggiarsi su una base di sincerità. Elargire un complimento a un tuo dipendente sulla base del nulla non produrrà niente, ma se il progresso arriva, anche se piccolo… attaccagli a una medaglia alla giacca; lo renderai grato e sempre più efficiente in vista del futuro.

Un ulteriore incentivo a fare bene può arrivare dalla promessa di un “premio”. Perché l’atleta da il massimo in una prova sportiva? Perché punta al premio. Offri dei benefici a chi farà un certo lavoro, a chi lo farà in un certo modo o secondo i tempi stabiliti. Chi lavora “per qualcosa” farà il suo massimo senza ombra di dubbio perché avrà voglia di “tagliare il traguardo” e questa diventerà probabilmente un’attitudine perché chi si becca un premio una volta, avrà voglia di riceverne ancora.

 

E tu? Pensi di ottenere il premio della leadership? In quale di questi atteggiamenti ti rivedi senza troppe difficoltà? E in quali pensi di dover migliorare? Scrivilo nei commenti J

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