Assertività: cos’è e 5 modi per migliorarla

Prima di darti la definizione in senso stretto, mi piacerebbe farti qualche esempio.

-Sei in fila alla cassa del supermercato, una tipa ti supera con aria innocente e poggia la sua spesa sul banco. Allora tu pensi “ora l’ammazzo! C’ero prima io!” però non dici una parola e le permetti di scavalcarti.

-Catapultato nel bel mezzo di una giornata lavorativa, ti chiama Nonna Faustina e chiede di essere accompagnata ad una visita medica. Tu sei talmente oberato di lavoro che hai saltato pure il pranzo, ma non te la senti di deludere la nonna, così molli tutto e corri a prenderla.

-Ti trovi al ristorante e hai ordinato una pizza senza cipolla (perché sei con la tua nuova ragazza e non è proprio il caso), ma il cameriere dimentica l’appunto e al tavolo ti porta una roba con almeno tre cipolle sopra. Tu vorresti strangolarlo perché gliel’hai ripetuto più di una volta ma quando la biondina si lascia scappare “non l’avevi chiesta senza cipolla?” e il cameriere si mortifica per l’errore, tu dici… “non c’è problema. La mangio lo stesso.”

Hai capito cos’è l’assertività? In questi esempi dovresti aver capito cosa non è.

L’assertività è la capacità di far valere i propri diritti, di far rispettare le proprie volontà e la propria dignità, la capacità di dire di no, di parlare quando qualcosa non ci va bene e di chiedere ciò di cui abbiamo bisogno.

L’opposto dell’assertivo è colui che adotta un approccio passivo nella vita e nelle relazioni. E’ una persona che da un lato soccombe a tutte le richieste degli altri (anche quelli irragionevoli), ma poi per paradosso, non riesce a chiedere se ha bisogno di qualcosa. Non vuole disturbare però si fa disturbare. E’ un perenne compiacente, evita il conflitto “per amor di pace”, e rappresenta l’esempio massimo di disponibilità e gentilezza. Un tipo così può esser definito da chi lo conosce “un santo”, ma per rendere meglio l’idea io lo definirei un martire. Un uomo alla mercé degli altri diventa una vittima… degli altri, una specie di zerbino.

Il guaio di un atteggiamento del genere è che in realtà chi lo assume, finisce inevitabilmente con l’essere infelice. Del resto, a chi farebbe piacere esser utilizzato come una marionetta e avere pochissimo potere decisionale? A conti fatti, nonostante si pieghi costantemente alle volontà altrui, è una persona carica di ansia, rabbia e risentimento. Si sente piuttosto impotente, inerme, bloccata, frustrata fino al midollo e insoddisfatta all’ennesima potenza. Persone del genere convivono con la sensazione di essere trattati ingiustamente (“tutti si approfittano di me”, “non posso mai fare quello che voglio”) e non è strano che si ritrovino a nutrire sentimenti di vendetta. Sono inoltre soggette a violenti scoppi d’ira perché vivono nel quasi perpetuo stato d’animo di un vulcano pronto ad esplodere.

“Sì, ma che posso fare? Vuoi dirmi che è un difetto essere “troppo buoni”?”

Ti dico solo questo: il troppo storpia.

E infatti qui nessuno ti sta chiedendo di trasformarti in un mostro egoista e senza cuore, che maltratta la gente. L’assertività non va confusa con l’aggressività, figuriamoci con la cattiveria. E’ una qualità garbata, onesta ed educata.

 

Quali vantaggi riscontra chi la esercita?

-Quando diventi assertivo guadagni in fiducia, perché sei tu che decidi e non gli altri. Senti di essere al comando e riprendi il controllo della tua vita.

-Ti sentirai meno stressato, avendo la capacità di non sovraccaricarti d’impegni di cui non puoi assumerti l’onere.

-I tuoi rapporti con gli altri miglioreranno perché ti libererai dal risentimento che nutri nei confronti di chi ti complica l’esistenza.

-Riuscirai a spogliarti dei sensi di colpa, dando il giusto peso a ciò che gli altri pensano di te e non lasciandoti condizionare nelle scelte che fai.

-Otterrai ciò che vuoi perché imparerai a chiedere ciò che desideri.

 

Che te ne pare? Ci proviamo?

 

Come puoi essere più assertivo?

Premetto col dirti che per esercitare un cambiamento, devi cambiare mentalità. Ribadisco che essere assertivo non significa essere cattivo. Convincitene! L’assertivo è semplicemente quella persona che, oltre a voler bene agli altri, vuole bene anche a se stesso. Se il prezzo da pagare perché tutti siano felici, è che tu debba essere infelice, renditi conto che è troppo alto. L’assertività è una qualità equilibrata e positiva. Tra l’altro in qualunque relazione sana tra esseri umani ci dev’essere uno scambio equo di dare e ricevere da entrambe le parti. Chiaro il concetto? Bene. Allora possiamo proseguire…

 

5 consigli per migliorare l’assertività:

 

1-Fissa dei limiti

Porre dei confini invalicabili oltre i quali gli altri (e tu) non devono andare è il primo passo per diventare assertivi. Se le persone sono abituate a chiederti di tutto, devi “rieducarli” al fatto che non puoi fare tutto, che ci sono cose “proibite”. Stabilisci dei punti fermi (la famiglia? Il lavoro? La salute? I tuoi hobby?). Tutto ciò che andrebbe ad intaccare una di queste cose per te importanti, deve essere arginato. E quando si presenta una richiesta del genere dici di no. Il “no” secco ti sembra orribile? Troviamo un accordo. Alla nonna che ti chiede la traversata impossibile, magari dirai “oggi non posso, mi dispiace”. Ti sembra  abbastanza gentile? Scegli tu termini e condizioni di utilizzo, ma opera il cambiamento. Smettila d’ingoiare la pillola amara ogni volta, e impara a fare le cose quando e perché vuoi farle. Del resto, se ti obblighi a fare un favore a qualcuno e poi lo odi per averti obbligato, riduci drasticamente il valore di quel gesto.

 

2-Non aspettarti che la gente ti legga nella mente

Generalmente chi si sforza di aver rispetto per gli altri, trova assurdi certi comportamenti e si logora il cervello con ragionamenti tipo “ma possibile che non si renda conto?! Certe cose non deve farsele nemmeno dire!”. Beh, ti svelo un segreto: non tutti vediamo le cose allo stesso modo, e quello che è scontato e ovvio per te potrebbe non esserlo per un’altra persona. Il nocciolo della questione sta alla fine nel dire quel che non va quando qualcosa ti da fastidio. Al cameriere che ti porta la pizza sbagliata e ti rovina la cena e la serata dici: “non avrei voluto farle fare doppio lavoro, ma questa pizza non posso mangiarla”. Alla tipa che ti supera al supermercato, non devi offrire silenzio e vittoria, devi dirgli che sta sbagliando. Scegli sempre una via dolce? Okay, allora le bussi leggermente sulla spalla e con un sorriso dici: “signora, mi scusi… forse non mi ha visto, ma c’ero prima io”. Non ledere mai la dignità di nessuno, esprimiti sempre con calma e nel rispetto di chi hai davanti e del lavoro che svolge (non sei autorizzato ad essere incivile), ma esprimiti. Non ti perdere in chiacchiere dando mille spiegazioni del perché vuoi o non vuoi una determinata cosa. Sii gentile, ma anche fermo e diretto. Meno parole dirai e più semplice sarà.

 

3-Accetta il fatto che i problemi degli altri non sono problemi tuoi

Finché ti sentirai il salvatore dell’umanità, non riuscirai a trovare un equilibrio tra le tue esigenze e quelle degli altri. Se ha nonna ha una visita medica proprio oggi, e tu proprio oggi anneghi in un mare di impegni, non è colpa tua. Come gli altri hanno le loro belle difficoltà, ce le hai anche tu. Del resto, ci tengo a farti notare una cosa: a volte chi ti chiede un favore ha una reale emergenza, ma molte altre potrebbe trattarsi semplicemente di cattiva organizzazione, o del fatto che si prenda per scontata la tua disponibilità. Tornando alla nonnina (poverina J), ti ha chiamato perché ha avuto un malore improvviso? Poteva organizzarsi prima e non l’ha fatto? Se ha chiesto a te è perché non ha nessun altro a cui rivolgersi o solo perché tu l’accompagni sempre ovunque? Togliti di dosso pesi che non sono tuoi. Non sei responsabile dei problemi degli altri e non sei nemmeno responsabile delle loro reazioni. Se fai notare alla signora del supermercato che ti ha scavalcato e lei si irrita, è un problema suo. La nonna si offende? Il cameriere si mortifica? Lasciali scegliere come sentirsi, ma non fartene un cruccio. Smettila di tormentarti su “chi pensa cosa” in relazione alle tue decisioni. Che siano parenti, amici, colleghi, vicini di casa, non permettere loro di addossarti compiti che non ti competono. Tu hai la tua vita, e a quella devi pensare.

 

4-Scegli le tue battaglie

Diventare un assertivo non significa che devi diventare una specie di giustiziere inflessibile che pensa solo alla rivendicazione dei propri diritti. Impara a distinguere ciò che è davvero importante da ciò che lo è meno. Riconosci le situazioni in cui devi essere intransigente e quelle in cui puoi scendere a compromessi. Se la nonnina sta male sul serio, ad esempio, è probabile che il sacrificio sia necessario. Se quando la signora ti supera al supermercato, tu hai il giorno libero e sei pure di buonumore, puoi decidere di lasciar perdere. (Sulla pizza alla cipolla però non si discute. La mandi indietro e basta!). Ogni circostanza è a sé e solo tu puoi stabilire quando è il caso di puntare i piedi e quando di cedere. Tieni conto dei sentimenti altrui. Assertivo sì, ma non insensibile. Okay? Una volta deciso però quali battaglie ingaggiare, inizia a combatterle. Agisci, metti in pratica. Comincia dalle piccole cose: un primo no, una prima precisazione su qualcosa che non ti piace, possono essere piccoli passi verso il cambiamento. Le prime volte sarà dura, dovrai lottare contro te stesso e la tua tendenza ad accontentare tutti, ma vedrai che dopo un po’ ti sentirai meglio e inizierai a provare una bellissima sensazione di leggerezza e libertà.

 

5-Resisti alla prova del tempo

Come per tutte le cose (specialmente quelle importanti) si necessita di tempo. Non pensare che il tuo atteggiamento o la tua vita possa cambiare sfumatura in uno schiocco di dita. L’assertività richiede costanza ed esercizio. Devi mettere in conto anche il fatto che probabilmente all’inizio ti scontrerai con gli altri. Chi è abituato a Mister Zerbino, potrebbe non gradire questa versione rinnovata di te. Potrebbe manifestare delusione e magari accusarti di essere “diverso”, nel senso di “peggiorato”. Non ti arrendere. Sii determinato a insistere con l’assertività, qualunque cosa accada. Pensa che anche i tuoi familiari ed amici -esattamente come te- hanno bisogno di tempo per abituarsi al cambiamento. Avrai giorni buoni e giorni cattivi, ma se persisterai nell’intento, alla fine i tuoi sforzi saranno ripagati e tu sarai una persona diversa, sì… ma nel senso di “migliorata” e soprattutto felice.

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